La legge di Lidia Poët: storia vera e differenze con la serie Netflix


Introduzione

La serie La legge di Lidia Poët è diventata rapidamente un successo su Netflix grazie alla sua estetica elegante, al ritmo narrativo moderno e alla straordinaria interpretazione di Matilda De Angelis. Tuttavia, come spesso accade nelle produzioni ispirate a eventi reali, la distinzione tra storia e finzione non è sempre netta.

In questo approfondimento analizziamo cosa è realmente accaduto nella vita di Lidia Poët e quali elementi sono stati modificati o inventati per esigenze narrative e televisive.


Chi era davvero Lidia Poët (storia vera)

Lidia Poët nacque nel 1855 a Perrero e crebbe a Pinerolo. Fu una delle prime donne in Italia a laurearsi in Giurisprudenza presso l’Università di Torino, distinguendosi per risultati eccellenti.

Nel 1883 ottenne l’iscrizione all’Ordine degli Avvocati di Torino, diventando simbolicamente la prima avvocata italiana. Tuttavia, la sua iscrizione venne successivamente annullata perché la normativa dell’epoca non riconosceva alle donne il diritto di esercitare la professione legale.

Nonostante ciò, continuò a lavorare nello studio del fratello Enrico e a impegnarsi per i diritti delle donne.


Cosa nella serie è storicamente accurato

La serie Netflix mantiene diversi elementi fedeli alla realtà:

  • Discriminazione di genere nell’accesso alla professione legale
  • Percorso di studi e laurea a Torino
  • Impegno per i diritti delle donne
  • Collaborazione con il fratello avvocato

Questi aspetti rendono la serie una base storicamente credibile, pur restando una fiction.


Cosa è stato inventato o romanzato nella serie

1. Le indagini e i casi giudiziari

Nella serie, Lidia Poët è rappresentata come una vera e propria investigatrice. Nella realtà non esistono prove che abbia mai svolto attività investigative o risolto casi criminali.

2. La vita sentimentale

Le relazioni romantiche presenti nella serie sono in gran parte frutto di invenzione narrativa. Non risultano fonti storiche che confermino una vita sentimentale così centrale.

3. Il carattere del personaggio

La Lidia della serie è moderna, ironica e ribelle. La figura storica era invece più riservata, rigorosa e concentrata sulla carriera e sull’impegno civile.

4. Ambientazioni e contesto sociale

Alcuni ambienti sono stati estetizzati e resi più scenografici rispetto alla realtà storica del XIX secolo.


Perché la serie si prende queste libertà

La serie non è una biografia storica, ma una fiction ispirata a eventi reali.

Le libertà narrative servono a rendere la storia più coinvolgente, moderna e accessibile a un pubblico ampio, soprattutto giovane.

Le vicende investigative diventano quindi una metafora delle battaglie sociali e culturali affrontate da Lidia Poët.


Importanza storica di Lidia Poët

Al di là della fiction, Lidia Poët resta una figura fondamentale nella storia dei diritti delle donne in Italia.

La sua vicenda rappresenta una battaglia reale contro le discriminazioni di genere nel mondo del lavoro e della giustizia.


Vale la pena guardare la serie?

Sì. La legge di Lidia Poët non è una ricostruzione storica rigorosa, ma una serie ben costruita, visivamente curata e narrativamente coinvolgente.

È un prodotto che, pur romanzando, contribuisce a far conoscere una figura storica importante.


FAQ

La legge di Lidia Poët è una storia vera?

Parzialmente. È ispirata alla vita reale di Lidia Poët, ma molti elementi sono romanzati.

Lidia Poët è stata davvero avvocato?

Sì, fu la prima donna iscritta all’Ordine degli Avvocati di Torino, ma l’iscrizione venne poi annullata.

Nella realtà Lidia Poët risolveva casi come nella serie?

No, non esistono prove che abbia svolto attività investigative come nella fiction.

Dove è ambientata la storia di Lidia Poët?

Principalmente in Piemonte, tra Torino e Pinerolo.

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